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In breve

  • Il 60-90% dei pazienti con cGvHD manifesta complicanze oculari, generalmente a 6-9 mesi di distanza dal trapianto.1
  • Il paziente dovrebbe eseguire una visita oculistica prima del trapianto di cellule staminali ematopoietiche o prima dell’esordio della cGvHD. La valutazione andrebbe poi ripetuta a 3 mesi dal trapianto e a intervalli di 3 mesi, più frequentemente se compaiono nuovi segni o sintomi o se si modifica il trattamento.1
  • I pazienti con cGvHD oculare riferiscono spesso una secchezza oculare nuova o in peggioramento, che rende gli occhi granulosi e dolenti, accompagnata da irritazione, arrossamento, lacrimazione, sensazione di corpi estranei e persino visione offuscata.2
  • L’ICCGVHD ha individuato 4 variabili soggettive e oggettive da misurare nei pazienti dopo trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche: OSDI, punteggio del test di Schirmer senza anestesia, staining corneale e iperemia congiuntivale.3

La Graft versus Host Disease (GvHD) oculare è una delle principali cause di morbilità nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche e di conseguenza ne riduce la qualità della vita. Circa il 10% dei pazienti con GvHD acuta (aGvHD) e il 60-90% di quelli con GvHD cronica (cGvHD) manifestano complicanze oculari, generalmente a 6-9 mesi di distanza dal trapianto.1

Elaborazione grafica da testo, Rif. 1

La GvHD oculare si manifesta quando i linfociti T del donatore riconoscono i tessuti del ricevente come non-self, scatenando una risposta immunitaria. L’attacco immunitario genera un’infiammazione corneo-congiuntivale con iperemia e cicatrizzazione della congiuntiva, risultante nella formazione di ulcere corneali e lesioni cicatriziali. Questa condizione provoca una distruzione infiammatoria della congiuntiva e delle ghiandole lacrimali con disfunzione di queste ultime, che si manifesta attraverso fibrosi ostruente i dotti, carenza lacrimale e conseguente riduzione dello strato acquoso del film lacrimale, traducendosi spesso in un danno della superficie oculare.1

 

GvHD oculare: fattori di rischio e sorveglianza

I fattori di rischio per la GvHD oculare includono:1

  • pregressa aGvHD
  • trapianto da donatore non compatibile 10/10
  • terapia con Donor Lymphocyte Infusions (DLI)
  • trapianto con cellule staminali da sangue periferico
  • assenza di profilassi antitimocitaria
  • cGvHD estesa
  • etnia non caucasica
  • donatore EBV positivo
  • disparità di genere (donatore femmina, ricevente maschio)
  • età avanzata del donatore
Elaborazione grafica da testo, Rif. 1

Sono fondamentali misure basali di confronto: il paziente dovrebbe eseguire una visita oculistica prima del trapianto di cellule staminali ematopoietiche o prima dell’esordio della cGvHD. La valutazione andrebbe poi ripetuta a 3 mesi dal trapianto e a intervalli di 3 mesi, più frequentemente se compaiono nuovi segni o sintomi o se si modifica il trattamento.1

 

GvHD oculare: riconoscere i segnali precoci

Sebbene la GvHD oculare influisca in modo significativo sulla qualità di vita dei sopravvissuti al trapianto, spesso non viene riconosciuta, in particolare nelle fasi precoci.2

I pazienti con cGvHD oculare, la forma più frequente di coinvolgimento oculare, riferiscono spesso una secchezza oculare nuova o in peggioramento, che rende gli occhi granulosi e dolenti, accompagnata da irritazione, arrossamento, lacrimazione, sensazione di corpi estranei e persino visione offuscata. La diagnosi precoce è rara a causa dell’accesso difficile e spesso ritardato alle cure oftalmologiche, oltre che della presentazione iniziale relativamente benigna della GvHD oculare. I comuni sintomi lievi delle fasi precoci sono in genere insufficienti a innescare un invio allo specialista. Le visite oftalmologiche periodiche programmate sono la forma di assistenza migliore per l’individuazione precoce.2

Il peso della GvHD oculare sulla vita quotidiana

L’esperienza dei pazienti con l’occhio secco da GvHD oculare può influire negativamente sulla qualità di vita.4

Elaborazione grafica da testo, Rif. 4

Uno studio ha valutato le prospettive dei pazienti su sintomi, trattamenti e carichi assistenziali associati all’occhio secco da GvHD oculare. Dei 639 pazienti con occhio secco che hanno risposto al questionario, 79 (12%) riferivano una diagnosi di GvHD oculare e sono stati inclusi nelle analisi successive.4

I tre sintomi oculari più comuni erano:4

  • sensazione sabbiosa o granulosa (86%)
  • visione offuscata (81%)
  • sensibilità alla luce (80%)

Nonostante l’uso di una media di quattro trattamenti per l’occhio secco, i pazienti con GvHD oculare riferivano in media nove sintomi oculari in corso. Il 39% riferiva di dedicare un’ora o più al giorno al solo trattamento dell’occhio secco.4

 

GvHD oculare: una valutazione oftalmologica strutturata

L’International Chronic Ocular GvHD Consensus Group (ICCGVHD) ha individuato 4 variabili soggettive e oggettive da misurare nei pazienti dopo trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche: OSDI (Ocular Surface Disease Index), punteggio del test di Schirmer senza anestesia, staining corneale e iperemia congiuntivale.3

 

Scala di severità (criteri ICCGVHD)

Tabella 1, Rif. 3

Diagnosi (criteri ICCGVHD)

Tabella 2, Rif. 3.
Credito: Criteri ICCGVHD; punteggio composito 0-11

Ogni variabile è stata valutata con un punteggio da 0-2 o 0-3, per un punteggio composito massimo di 11. Sulla base del punteggio composito e della presenza o assenza di GvHD sistemica, i pazienti sono stati assegnati a tre categorie diagnostiche: GvHD oculare assente, probabile o definita. La diagnosi precoce della GvHD oculare cronica consente un adeguato intervento terapeutico sui segni e sintomi oculari e sistemici.3

 

Uno sguardo condiviso sulla GvHD oculare

Considerando il maggiore utilizzo del trapianto di cellule staminali ematopoietiche, la morbilità e mortalità associate alla GvHD e le limitazioni inerenti alle terapie odierne, sono urgentemente necessari nuovi approcci. È, quindi, necessario stabilire criteri diagnostici precoci (segni clinici), identificare biomarcatori associati alla GvHD oculare, sviluppare e convalidare outcome di efficacia che siano specifici per lo studio della GvHD oculare e definire opzioni di trattamento sistemico efficaci. È consigliabile un approccio multidisciplinare per la migliore assistenza, l'identificazione delle persone a rischio, il monitoraggio, il riconoscimento precoce attraverso una diagnosi tempestiva e un follow-up di alta qualità con un piano di gestione concordato per prevenire le complicanze della terapia che spesso possono portare a disabilità.1

 

Bibliografia

  1. Cannici C, Palmisano F, Rivela P. Aspetti assistenziali della cGvHD oculare. In: Ciceri F, Botti S, Cioce M, curatori. GITMO Handbook Volume III. GITMO. 2023. p. 510-6.
  2. Surico PL, Luo ZK. Understanding Ocular Graft-versus-Host Disease to Facilitate an Integrated Multidisciplinary Approach. Transplant Cell Ther. 2024;30(9S):S570-84.
  3. Ogawa Y, Kim SK, Dana R, et al. International Chronic Ocular Graft-vs-Host-Disease (GVHD) Consensus Group: Proposed Diagnostic Criteria for Chronic GVHD (Part I). Sci Rep. 2013;3:3419
  4. Nau CB, Schornack MM, Harthan JS, et al. Clinical burden of dry eye disease in patients with ocular graft-versus-host disease. Acad Med Health. Acad Med Health. 2026;3(1):10.20935/acadmedhealth8096.

 

Acronimi

aGvHD: malattia acuta del trapianto contro l'ospite (acute graft-versus-host disease); CFS: colorazione corneale con fluoresceina (corneal fluorescein staining); cGvHD: malattia cronica del trapianto contro l’ospite (chronic graft-versus-host disease); DLI: infusione di linfociti del donatore (Donor Lymphocyte Infusions); EBV: Epstein-Barr virus; GvHD: malattia del trapianto contro l’ospite (graft-versus-host disease); ICCGVHD: International Chronic Ocular GVHD Consensus Group; OSDI: Ocular Surface Disease Index.  
 

GvHD oculare – FAQ

MAT-IT-2602698