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Introduzione

L’esofagite eosinofila (EoE) è una malattia complessa con cui convivere. I suoi sintomi limitano progressivamente l’ingestione del cibo, anche il più semplice da ingerire. Le restrizioni alimentari e i sintomi dolorosi sono all’ordine del giorno, ma gli effetti della malattia sui pazienti non sono solo di natura fisica 1.

Patient Burden

L’EoE impatta considerevolmente sulla qualità della vita dei pazienti e della loro salute mentale; disagio e isolamento sociale sono tra i sintomi psicologici associati alla patologia2.

Man mano che la patologia progredisce si osserva un rimodellamento dell’esofago unito ad un suo progressivo restringimento, con comparsa di lesioni e disfunzione 1, 3, 4. Queste modifiche tissutali sono associate a segni clinici tra cui disfagia e impatto alimentare, tra i più importanti, specialmente negli adulti 1, 5 , 6. Nei bambini si riscontrano nausea, vomito e rifiuto del cibo, con conseguente ritardo della crescita nei casi più gravi 1, 5.

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Adaptative Behaviour

Senza rendersene conto alcuni pazienti sviluppano dei comportamenti adattativi per mascherare i sintomi dell’EoE e ridurre l’impatto emotivo che questi possono provocare1, 5, 7, tra cui:

  • Masticare a lungo per deglutire il cibo senza difficoltà
  • Tagliare il cibo in piccoli pezzi o ammorbidirli per favorirne la deglutizione
  • Bere molta acqua durante i pasti
  • Evitare di andar a mangiare fuori e/o ricorrere a scuse per non mangiare in pubblico
  • Rinunciare a mangiare determinati cibi

Il problema di questi atteggiamenti, oltre alle complicazioni sociali che comportano, è che possono mascherare il reale status del paziente e della malattia e, di conseguenza, ridurre la consapevolezza del paziente riguardo alla sua problematica contribuendo a ritardare la diagnosi corretta 1, 5, 7. Per questo motivo i sintomi dell’EoE devono essere valutati congiuntamente agli esami endoscopici e istologici.

Dieta

Nella gestione dell’EoE possono essere utilizzati tre tipi di modifiche dietetiche: dieta di eliminazione basata sulle allergie alimentari, dieta di eliminazione empirica e dieta elementare. Possono portare a remissione istologica di EoE in alcuni pazienti, ma devono essere seguite in modo costante e scrupoloso per poter raggiungere un’efficacia apprezzabile.

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Rielaborazione grafica da dati testuali, ref 1, 8, 9,10

Dieta di eliminazione basata sulle allergie alimentari1

Consiste nell’eliminazione dalla dieta degli alimenti risultati positivi al prick test o al patch test per gli allergeni alimentari.

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Può indurre la remissione istologica nel 30% dei pazienti adulti, e in meno del 50% dei pazienti pediatrici.

Presenta tuttavia delle limitazioni: i test allergici si basano sulle IgE e potrebbero non prevedere con precisione i fattori scatenanti del cibo, in quanto l’Esofagite Eosinofila è principalmente non mediata dalle immunoglobuline IgE.

Dieta di eliminazione empirica

Può essere seguita da bambini e adulti ed è associata ad una remissione istologica nel 72% dei casi.1, 11
L’idea alla base di questa dieta è la rimozione dei cibi che sono comunemente associati alle allergie alimentari, come ad esempio latte, cereali, uova, pesce e frutta secca 1, 11, 12 e richiede un impegno di lunga durata.

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Una eventuale reintroduzione di questi cibi è associata alla ricomparsa di anormalità nell’esofago13, oltre all’aumento del rischio di sviluppare allergie alimentari IgE mediate14, 10, 15, 16.

Queste limitazioni si uniscono all’impatto sociale, emotivo e sulla qualità della vita. Come riportato dal grafico sottostante, il 100% dei pazienti che segue la dieta di eliminazione empirica trova difficile mantenerla in situazioni sociali o durante viaggi e più dell’80% di essi risente delle molte restrizioni che impone il suo rigido piano. 
In più della metà dei pazienti, inoltre, seguire questa dieta provoca ansia e preoccupazione17.

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Rielaborazione grafica da dati testuali, ref 17, Tabella 3

Dieta elementare

Prevede il ricorso a formulazioni liquide arricchite con i nutrienti necessari. L’assenza di proteine intere rimuove il rischio di causare allergie alimentari18, con conseguente remissione istologica della patologia del 91%18. Di contro però provoca alterazioni della qualità di vita, dovute alla mancanza di varietà nell’alimentazione, difficilmente sostenibile nel lungo termine1, 18, 19.

Nei neonati la dieta elementare può portare ad un ritardo nell’insorgenza delle capacità motorie, mentre nei bambini è associata a perdita di peso e scarsa aderenza, in quanto richiede utilizzo di sondino nasogastrico19, 20.

Negli adulti invece, le sfide legate all’adesione e alla difficoltà di rinunciare alla qualità della vita rendono le diete elementari in gran parte irrealizzabili, anche a fronte dell’alto costo18.

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Rielaborazione grafica delle fonti da dati testuali, ref 1, 14, 15, 16, 18

Impatto psicologico dell'EoE

I pazienti, oltre ad avere problemi col cibo, sperimentano anche difficoltà a partecipare ad attività sociali o agli hobby, in quanto la malattia può interferire con le attività scolastiche, il lavoro e il tempo trascorso con famiglia ed amici. Diversi pazienti affermano di provare ansia a mangiare con altre persone e sperimentano una riduzione di operatività sul posto di lavoro.

Riferiscono inoltre di sentirsi spesso frustrati o ansiosi, stanchi e senza energia. Gli impatti fisici e psicosociali della EoE, in particolare l'interruzione del lavoro e della scuola e i relativi problemi psicologici, permangono anche dopo la diagnosi e i trattamenti, evidenziando la presenza di forti unmet needs1, 2.

Quanto sopra descritto sottolinea la necessità di un approccio olistico della patologia, che miri a tutelare sia l’integrità fisica che psicologica e sociale del paziente.

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Bibliografia
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