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La diagnosi di Malattia di Fabry deve essere formulata sulla base della presentazione clinica e dell’anamnesi familiare, nonché dei risultati del test enzimatico e dell’analisi del DNA. In alcuni casi, potrebbe essere necessario includere anche l’esame istologico di una biopsia d’organo, verificando la presenza di depositi di materiale.

Nei pazienti maschi la Malattia di Fabry può essere confermata mediante:1 

  • Dosaggio dell’attività enzimatica di α-GAL - può essere eseguito nel plasma, nei leucociti, in fibroblasti cutanei coltivati o su goccia di sangue secco. Tipicamente, nei maschi con Malattia di Fabry l’attività enzimatica residua è <1%.
  • Analisi del DNA - presenza di una mutazione GLA indicativa di Malattia di Fabry.

Nelle pazienti femmine, la diagnosi di Malattia di Fabry può essere più complessa. Sebbene le femmine con gene GLA mutato possano essere asintomatiche o presentarsi con manifestazioni cliniche lievi, l’identificazione definitiva delle eterozigoti è importante. Le femmine possono sviluppare manifestazioni della malattia variabili da lievi a gravi.2  
Poiché nelle femmine con Malattia di Fabry l’attività di α-GAL può situarsi nell’intervallo basso-normale, la conferma della malattia avviene in questo caso mediante identificazione di una mutazione patogena nel gene GLA.1 
Le pazienti con anamnesi familiare nota di Malattia di Fabry devono essere testate con un metodo di conferma a prescindere dalla sintomatologia.

Diagnosi prenatale

Mediante amniocentesi o prelievo dei villi coriali è possibile ottenere una diagnosi prenatale.1 Per le famiglie con mutazione familiare nota potrebbe inoltre essere disponibile la diagnosi genetica preimpianto presso centri per la riproduzione assistita.

Identificazione dei familiari a rischio

La Malattia di Fabry, essendo un disordine ereditario X-linked, può colpire diverse generazioni all’interno di una famiglia. Una volta formulata la diagnosi, è molto probabile che l’analisi del pedigree e uno screening efficace possano portare all’identificazione di diversi altri familiari affetti dalla malattia. A questo scopo, un consulente genetico può essere di aiuto nell’indirizzare le famiglie verso servizi diagnostici, medici e di supporto. Uno studio ha indicato che la diagnosi di un probando può portare all’identificazione di cinque familiari affetti, con una frequenza di diagnosi di Malattia di Fabry circa doppia nei familiari di sesso femminile rispetto a quelli di sesso maschile.3 Costruire e interpretare un’anamnesi familiare adeguata al fine di identificare i familiari a rischio e fornire informazioni relative al test a pazienti e medici sono strumenti estremamente efficaci nel supportare la diagnosi.

Dato il tipico ritardo tra l’esordio dei sintomi e la conferma della malattia,4 una riduzione del tempo alla diagnosi attraverso lo screening familiare offre un’opportunità significativa per minimizzare i sintomi e prevenire le complicanze tardive.3

 

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Diagnosi e test

Bibliografia
  1. Laney DA et al. J Genet Counsel 2013;22(5):555-64.
  2. Deegan PB et al. J Med Genet 2006;43:347–52.
  3. Laney DA and Fernhoff PM. J Genet Couns 2008;17(1):79–83.
  4. Germain DP. Orphanet J Rare Dis. 2010;5:30.

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